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Accertamento tecnico e infortuni: come garantire la conformità del parco macchine aziendale
28/05/2026

Garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro non è solo un obbligo normativo, ma una sfida quotidiana che richiede strumenti di analisi sempre più precisi e aggiornati. Con queste premesse, l'INAIL ha recentemente pubblicato l'11° Rapporto sulla sorveglianza del mercato, allo scopo di analizzare la conformità delle macchine immesse sul mercato rispetto ai Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES) della Direttiva Macchine.

 

Tale documento si inserisce in un importante periodo di transizione verso il nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, che diverrà pienamente obbligatorio a partire dal 20 gennaio 2027, mandando definitivamente in pensione l'attuale Direttiva 2006/42/CE.

 

Nonostante questo imminente cambio normativo, il rapporto INAIL rimane una valida raccolta di informazioni e soluzioni tecniche accettabili, particolarmente utili a chi si occupa di sicurezza macchine e per diffondere la cultura della prevenzione nel settore.

 

Panoramica sull’attività di sorveglianza

 

Dall'analisi dei dati aggiornati al 31 maggio 2024, emerge che l’attività di sorveglianza è alimentata principalmente dalle segnalazioni di presunta non conformità provenienti dai soggetti istituzionali. Nello specifico, le Asl rappresentano il motore trainante con l'88,4% delle segnalazioni totali, seguite dalle ARPA con l'1,2%.

 

Purtroppo, il motivo scatenante di queste procedure è ancora per oltre il 50% legato a eventi infortunistici, seguiti dall'attività di vigilanza nei luoghi di lavoro (31,7%).

 

A livello geografico, il contributo maggiore proviene dal Nord (53,3%) e dal Centro (40%). Le regioni che da sole avviano quasi il 64% delle attività di sorveglianza sono la Lombardia (21,2%), la Toscana (16,1%), il Piemonte (13,1%) e l'Emilia-Romagna (12,7%).

 

Infine, analizzando i dati nel tempo, emerge un quadro critico: sebbene il numero di macchine conformi anno su anno resti costante, si osserva una preoccupante crescita dei prodotti risultati non conformi a discapito di quelli resi conformi (ovvero adeguati dai fabbricanti dopo la segnalazione). In altre parole, significa che i costruttori sono diventati meno propensi a collaborare con le autorità per sanare volontariamente i difetti riscontrati.

 

Questo fenomeno suggerisce quindi un atteggiamento difensivo da parte dei costruttori, i quali, specialmente in presenza di infortuni, tendono a proteggere le proprie scelte progettuali per evitare l'assunzione di corresponsabilità legale nell'evento.

 

Il caso della lavatrice industriale (Scheda Tecnica n. 7)

 

Tra le 28 schede tecniche pubblicate nel capitolo 4, prendiamo ad esempio la n. 7, riguardante una lavatrice autobilanciata a cesto aperto immessa sul mercato nel 2013. Si tratta di una macchina creata per il lavaggio di tessuti in pressione (fino a 0,2 bar) e ad alte temperature (fino a 101°C).

 

L’accertamento tecnico è scaturito da un infortunio non mortale: durante un lavaggio a circa 80°C, una "lama" di acqua calda in pressione è stata proiettata dalla guarnizione della porta, colpendo un operatore. L’indagine INAIL ha evidenziato non conformità su due Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES):

 

  • Rischio di rottura e manutenzione (RES 1.3.2): Il manuale d'uso non specificava i tipi e le frequenze delle ispezioni per i sistemi di chiusura della porta, violando la norma armonizzata EN ISO 10472-2:2008. Mancavano indicazioni sulla sostituzione delle guarnizioni e sulla regolazione del bloccaggio meccanico, impedendo all'utilizzatore di prevenire cedimenti strutturali dovuti all'usura.

 

  • Rischi residui e temperature estreme (RES 1.5.5): Nonostante la presenza di dispositivi fisici di sicurezza (pressostato e valvola meccanica), il manuale non avvertiva dei rischi legati all’uso improprio di prodotti chimici. Un dosaggio errato può generare schiuma eccessiva capace di ostruire valvole e scarichi, causando un aumento anomalo della pressione interna e rendendo inefficaci le protezioni meccaniche.

 

In definitiva, l’INAIL ricorda che la marcatura CE non è sufficiente se manca la rispondenza allo stato dell’arte. Quest’ultimo è definito dalle norme armonizzate pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che stabiliscono i requisiti minimi di sicurezza che ogni fabbricante è obbligato a garantire per legge, al di là del possesso formale dell'etichetta.

 

Per garantire la sicurezza del parco macchine, è infatti essenziale che i datori di lavoro verifichino la completezza dei manuali d'uso, assicurino una manutenzione programmata rigorosa e formino il personale sui vari tipi di rischi legati all'interazione con le attrezzature.

 

Come anticipato, a fondo pagina trovate il link al rapporto integrale, consultabile e scaricabile gratuitamente. Buona lettura!

 

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- “ 11° Rapporto sull’attività di sorveglianza del mercato ai sensi del d.lgs. 17/2010 per i prodotti rientranti nel campo di applicazione della Direttiva Macchine”, a cura di Sara Anastasi, Fabio Giordano, Tiziano Giulimondi, Luigi Monica (DIT, Inail), Collana Ricerche, edizione 2024.
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