Sicurezza
La mtm ha scritto l'articolo "Il D.Lgs. 81/2008
e lo stress lavoro -correlato" che è stato pubblicato sulla
rivista Pulizia Industriale e Sanificazione - Mensile di manutenzione
e igiene civile e industriale (Marzo 2009 - anno XLII edita da MO.ED.CO
S.r.l.) e che abbiamo il piacere di riportare integralmente.
Il D.Lgs. 81/2008 e lo stress lavoro - correlato
Con
l’entrata in vigore del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n.
81, contenente il Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza del lavoro,
sono state introdotte numerose novità nel campo della Valutazione
dei Rischi aziendali. Tra le novità maggiormente discusse vi sono
quelle che riguardano la valutazione del Rischio Stress Lavoro –
correlato. L’obbligo di valutazione di questa particolare, ma quanto
mai presente, tipologia di rischio viene esplicitato all’interno
del D.Lgs. 81/2008, pur rientrando già nella generale valutazione
di “tutti i rischi aziendali” richiesta dall’abrogato
D.Lgs. 626/94.
Con il Testo Unico quindi si vuole dare maggiore rilievo a questo tipo
di rischio aziendale e psicosociale, spesso trascurato, che può
innescare vere e proprie patologie, le quali risultano in costante aumento
tra la popolazione lavorativa. Per le aziende è quindi necessario
affrontare la tematica dello stress lavoro – correlato elaborando
specifici documenti di valutazione. Essendo la problematica molto complessa
e soprattutto di difficile valutazione in ambito lavorativo, con il Decreto
Legge 30 dicembre 2008, n. 207 è stato previsto lo slittamento
al 16 maggio 2009 dell’obbligo della valutazione del rischio stress
lavoro - correlato. Tramite il presente articolo ci si pone l’obbiettivo
di analizzare il problema e le modalità per affrontare e valutare
il rischio a livello aziendale.
Stress Lavoro - correlato
Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni
fisiche, psicologiche o sociali, conseguente dal fatto che le persone
non si sentono in grado di adempiere alle richieste o alle attese nei
loro confronti (definizione tratta dall’Accordo Europeo dell’8
ottobre 2004).
L’individuo è capace di reagire nel breve termine alle pressioni
a cui è sottoposto; di fronte ad una esposizione prolungata al
contrario egli avverte grosse difficoltà di reazione. Lo stress
infatti non è una malattia e non dà luogo a malattie di
per sé, ma un’esposizione prolungata a forti pressioni può
causare reali problemi di salute, sia mentali che fisici, nonché
ridurre l’efficienza sul lavoro.
Schematizzare e valutare lo stress in ambito lavorativo risulta molto
complicato: persone diverse possono reagire in modo differente a situazioni
e pressioni simili mentre una stessa persona può, in momenti diversi
della propria vita, reagire in maniera differente a situazioni e pressioni
simili tra loro.
Oltre ai rischi diretti legati all’esposizione prolungata ad agenti
stressanti, notevoli risultano essere i rischi indiretti, indotti dallo
stress lavoro-correlato, i quali possono essere di molteplice natura.
Una disfunzione nelle interazioni di tipo ergonomico, organizzativo e
psicologico può produrre danni sia per la salute che per la sicurezza.
Infatti lavorare in condizioni di disagio e stress può avere un
ruolo rilevante per quello che riguarda sia i danni alla salute, ormai
ampiamente documentati nella letteratura scientifica, sia di rischi per
la sicurezza, in quanto può alterare i livelli di attenzione e
quindi favorire l’insorgenza di errori o infortuni.
La valutazione dello stress-lavoro correlato risulta quindi essere molto
delicata e strettamente correlata sia alle caratteristiche dell’organizzazione
del lavoro, sia alle caratteristiche psicofisiche proprie del lavoratore,
sia alle caratteristiche legate all’ambiente esterno all’ambito
lavorativo. Lo stress indotto da fattori esterni all’ambiente di
lavoro può infatti condurre a cambiamenti nel comportamento e ridurre
l’efficienza e l’attenzione sul luogo di lavoro. Tutte le
manifestazioni di stress sul lavoro non vanno quindi considerate come
causate dal lavoro stesso.
D.Lgs. 81/2008 e stress lavoro - correlato
Vediamo ora dove il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul luogo
di lavoro rimanda in modo specifico alle problematiche relative allo stress
lavoro – correlato.
Il riferimento maggiormente significativo è contenuto all’interno
del comma 1 dell’articolo fondamentale per quello che riguarda i
contenuti della valutazione dei rischi aziendali, ovvero l’Articolo
28 “Oggetto della valutazione dei rischi”: La valutazione
di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta
delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici
impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve
riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori,
ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi
particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress
lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’ accordo europeo
dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato
di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo
2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere,
all’età, alla provenienza da altri Paesi.
Un’ulteriore specificazione viene introdotta nell’Articolo
32, “Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei
responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni”:
Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione
e protezione […] è necessario possedere un attestato di frequenza,
con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione
in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica
e da stress lavoro-correlato […], di organizzazione
e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche
di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali.
Il Datore di Lavoro è quindi obbligato a tutelare la sicurezza
e la salute dei lavoratori dai problemi legati allo stress lavoro-correlato.
I problemi associati allo stress possono essere affrontati nel quadro
del processo di valutazione di tutti rischi, programmando una politica
aziendale specifica in materia di stress e attraverso misure specifiche
mirate per ogni fattore di stress individuato.
La valutazione del rischio stress lavoro - correlato
Come è stato già in precedenza espresso, la valutazione
del rischio stress lavoro – correlato risulta essere molto complicata.
La maggiore difficoltà in questo tipo di valutazione dipende dai
molteplici fattori che possono portare il lavoratore ad uno stato di stress.
Questi fattori possono essere accorpati in tre grandi categorie: fattori
correlati all’ambiente di lavoro, fattori correlati all’ambiente
esterno all’ambito lavorativo, fattori correlati alle caratteristiche
psico - fisiche proprie del lavoratore.
La prima importante considerazione da fare riguarda lo scopo della valutazione:
infatti unicamente uno psicologo del lavoro può verificare nei
singoli casi l’effettiva presenza di stress e di patologie ad esso
correlate e soprattutto se queste possono derivare dall’organizzazione
e dall’ambiente di lavoro. Questo non significa che tutti i lavoratori
devono compiere colloqui con psicologi del lavoro per valutare il proprio
stato effettivo di stress. Lo scopo della valutazione del rischio stress
lavoro – correlato che deve compiere il Datore di Lavoro è
quello di individuare, all’interno dell’azienda, categorie
di lavoratori che sono maggiormente esposti a fattori di pressione psicosociale,
in funzione del tipo di lavoro e di attività svolte.
Il primo passo da svolgere per il Datore di Lavoro, coadiuvato dal Responsabile
del Servizio di Prevenzione e Protezione, è quello di individuare,
per ogni tipologia di lavorazione omogenea svolta all’interno dell’azienda,
la presenza di fattori stressanti correlati all’ambiente di lavoro
e alla sua organizzazione. Un elenco generale e non esaustivo di questi
fattori e situazioni è riportato in Tabella 1.

In seguito, dopo aver individuato quelle mansioni o categorie di lavoratori
maggiormente esposte ad agenti stressanti, il Datore di Lavoro deve valutare,
con l’aiuto del Medico Competente e eventualmente di un consulente
esterno qualificato per l’analisi dei rischi psicosociali, l’effettiva
incidenza degli agenti stressanti individuati, in funzione sia della loro
stessa entità, sia delle caratteristiche dei singoli soggetti esposti.
Per ogni agente stressante individuato si deve quindi valutare la probabilità
e la gravità degli effetti sui lavoratori interessati e l’effettiva
presenza acclarata di situazioni e patologie indotte dall’attività
lavorativa. L’impatto degli agenti identificati come fonti di stress
sulla salute dei lavoratori possono essere ad esempio identificati in:
- sindrome da burnout / depressione / esaurimento nervoso;
- elevato assenteismo;
- problemi legati al sonno;
- disturbi cardiovascolari;
- emicrania;
- ipertensione / pressione sanguigna elevata;
- disturbi gastrointestinali;
- dipendenza (fumo, alcool, droghe) (ETUCE 2007).
Solo in questo modo viene palesata l’effettiva necessità
di intraprendere interventi migliorativi mirati.
Prevenire, eliminare o ridurre i problemi di stress lavoro -
correlato
La prevenzione, l’eliminazione o la riduzione dei problemi
di stress lavoro - correlato può comportare l’adozione di
varie misure. Queste misure possono essere collettive, individuali o di
entrambi i tipi (Figura 1). Possono essere introdotte sottoforma di specifiche
misure mirate a ridurre fattori di stress individuati o come parte di
una politica integrata sullo stress che includa misure sia preventive
che di risposta.

Una volta adottate, le misure anti-stress devono essere regolarmente
riviste per valutare se sono efficaci, se consentono un uso ottimale delle
risorse e se sono ancora idonee o necessarie.
Tali misure potrebbero includere, per esempio:
- misure di gestione e comunicazione, chiarendo, ad esempio, gli obiettivi
aziendali ed il ruolo di ciascun lavoratore ovvero assicurando un adeguato
sostegno da parte della dirigenza ai singoli lavoratori ed ai gruppi
o conciliando responsabilità e potere di controllo sul lavoro
o, infine, migliorando la gestione dell’organizzazione e dei processi
di lavoro, le condizioni lavorative e l’ambiente di lavoro;
- la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per accrescere la loro
consapevolezza e conoscenza dello stress, delle sue possibili cause
e di come affrontarlo;
- l’informazione e la consultazione dei lavoratori e dei loro
rappresentanti, secondo la legislazione europea e nazionale, gli accordi
collettivi e la prassi.
Il Datore di Lavoro deve comunque, indipendentemente dal tipo di lavorazioni
svolte, intraprendere alcune importanti attività in azienda.
La prima attività che deve obbligatoriamente essere intrapresa
in azienda è la stesura di una specifica Procedura aziendale per
la Valutazione dello stress lavoro – correlato. In questa procedura
bisogna evidenziare in particolar modo:
- con quali modalità viene svolta la valutazione;
- chi sono i responsabili dello svolgimento della valutazione;
- ogni quanto viene ripetuta la valutazione stessa;
- quali sono i fattori stressanti che vengono presi in considerazione;
- quali sono gli indicatori che portano ad individuare la necessità
di attuare misure di prevenzione mirate;
- quali sono le attività di prevenzione e riduzione dello stress
lavoro – correlato messe in atto;
- qual è il loro stato di avanzamento;
- in che modo ne viene misurata l’efficacia.
Una seconda attività che deve essere intrapresa riguarda la formazione
e l’informazione dei lavoratori. Infatti nella formazione effettuata
ai neoassunti e ripetuta ai dipendenti devono essere trattati anche i
rischi psicosociali legati allo stress sul luogo di lavoro. Come argomenti
minimi la formazione aziendale in merito deve comprendere:
- indicazioni su come individuare e segnalare i sintomi dovuti a stress
lavoro – correlato;
- potenziali problematiche e patologie derivanti dallo stress lavoro
– correlato;
- le modalità aziendali di valutazione di questo specifico rischio;
- quali sono le misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo
il rischio;
- le procedure di lavoro per ridurre al minimo l’esposizione
dei lavoratori.
Conclusioni
In conclusione viene fornito un semplice schema riassuntivo, utile per
implementare in azienda una corretta gestione dei rischi psicosociali
e dei rischi dovuti a stress lavoro - correlato.
- Realizzare una procedura aziendale per la gestione della Valutazione
del rischio stress lavoro - correlato.
- Elaborare l’adeguata formazione e informazione per tutto il
personale addetto, comprendente le tematiche relative allo stress lavoro
– correlato.
- Individuare, per ogni mansione e attività e per gruppo di
lavoratori, i possibili fattori di pressione dovuti all’ambiente
e all’organizzazione del lavoro.
- Valutare, con l’aiuto del Medico Competente e eventualmente
di un consulente esterno qualificato per l’analisi dei rischi
psicosociali, l’effettiva incidenza sui lavoratori dei fattori
di pressione che sono stati individuati.
- Elaborare misure di tipo collettivo o individuale per prevenire,
eliminare o quantomeno ridurre i problemi di stress lavoro – correlato,
in funzione degli esiti della valutazione.
- Ripetere ciclicamente la valutazione, allo scopo di monitorare lo
stato di avanzamento e i risultati delle misure adottate.
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