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Marcatura CE e ergonomia La mtm ha scritto l'articolo "UNI EN 894- 1 - Analisi dei requisiti ergonomici per la progettazione di dispositivi di informazione e di comando" che è stato pubblicato sulla rivista Imbottigliamento (Ottobre 2006 - n° 8 - anno XXIX) e che abbiamo il piacere di riportare integralmente. UNI EN 894- 1 - Analisi dei requisiti ergonomici per la progettazione di dispositivi di informazione e di comandoL’ergonomia (termine che deriva dalle due parole greche ergon, lavoro, e nomos, legge) è la disciplina scientifica che si occupa della comprensione delle interazioni tra l’uomo e gli altri elementi di un sistema e, al contempo, è la professione che applica teorie, principi, dati e metodi di progettazione per ottimizzare il benessere dell’individuo e le prestazioni complessive del sistema stesso; nell’interfacciarsi con le macchine, i dispositivi di informazione e di comando rivestono, nella fattispecie, un’importanza decisiva e uno studio ergonomico mirato può migliorare notevolmente le condizioni lavorative degli addetti alle macchine stesse. Il campo di applicazione
Uno studio ergonomico di questa interfaccia permette di andare a determinare, in primo luogo, i principi generali per l’interazione dell’uomo con i dispositivi di informazione e di comando in modo da ridurre al minimo gli errori commessi dall’utente e di assicurare un’interazione efficace tra operatore e macchinario: una macchina della quale, infatti, si ha il controllo completo per mezzo di un’efficace realizzazione dell’interfaccia utente consente di lavorare in sicurezza e, solitamente, anche con una produttività maggiore; come per le altre soluzioni che riguardano la sicurezza, è importante ricordare che l’implementazione di un’interfaccia efficace deve essere effettuata allo stadio di progettazione della macchina; la nuova Direttiva Macchine - Direttiva 2006/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2006 relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE (rifusione) - , che è entrata in vigore il 29 giugno 2006 (20 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea), rappresenta l’evoluzione necessaria dopo più di 15 anni di applicazione della Direttiva Macchine stessa, ma non modifica in maniera sostanziale i concetti base e, tra questi, il principio che la sicurezza deve essere integrata alla macchina e progettata a tavolino contemporaneamente alla progettazione fisica della macchina stessa; tra l’altro, proprio la nuova Direttiva Macchine ha introdotto un Requisito Essenziale di Sicurezza (RES), il punto 1.1.6. dell’Allegato I, specifico sull’ergonomia; tale RES sancisce che “nelle condizioni d’uso previste devono essere ridotti al minimo possibile il disagio, la fatica e le tensioni psichiche e fisiche (stress) dell’operatore, tenuto conto dei principi seguenti dell’ergonomia:
All’ultimo punto pertanto, si parla esplicitamente di interfaccia uomo - macchina e si sottolinea che questa deve essere adattata alle caratteristiche prevedibili dell’operatore; questo requisito essenziale sottolinea che al centro della progettazione ergonomica non c’è il progettista o il fabbricante o un uomo qualunque, ma c’è l’operatore che dovrà utilizzare la macchina stessa; questo significa che, al limite, le macchine dovrebbero essere come degli abiti di sartoria, su misura per chi le deve usare; fra la situazione ideale e quella peggiore, in cui è l’uomo a doversi adattare alla macchina e al suo ciclo di lavoro, sono presenti molti gradi, spetta al fabbricante decidere dove posizionarsi in funzione di considerazioni tecnico - economiche che, con la nuova Direttiva Macchine, dovranno essere documentate nel Fascicolo Tecnico di Costruzione della Macchina. I dispositivi di comando e di informazione I principi ergonomici per la progettazione dell’interfaccia
uomo - macchina
L’interfaccia uomo - macchina dovrebbe essere
progettata, inoltre, in modo da essere immediata, in modo tale
che l’operatore possa riconoscere facilmente i dispositivi di informazione
e di comando e di capire il processo a essi collegato. Per realizzare
questo principio è necessario fornire prontamente, quando richieste
dell’operatore, le informazioni riguardanti lo stato del sistema
senza la necessità di interferire con altre attività; non
deve essere presente un intervallo di attesa maggiore di un secondo per
non creare incertezze nella gestione del macchinario; se dovesse essere
presente un intervallo di attesa maggiore è necessario informarne
l’operatore.
L’interfaccia uomo - macchina dovrebbe essere
progettata in conformità con le aspettative dell’operatore:
infatti, i comuni stereotipi e altre aspettative dell’utilizzatore
riguardanti il funzionamento dell’interfaccia uomo - macchina possono
esercitare una notevole influenza sul modo in cui un operatore utilizzerà
un particolare dispositivo di comando o di informazione; potrebbe verificarsi,
infatti, la situazione in cui, in condizioni di stress o di emergenza,
gli operatori tornino agli stereotipi comuni anche se sono stati addestrati
a reagire in modo opposto; ancora una volta, una manopola che portasse
a una diminuzione della velocità di un nastro trasportatore quando
viene ruotata in senso orario porterebbe l’operatore alla conclusione
di trovarsi di fronte a un dispositivo guasto; questo principio, inoltre,
invita anche a una standardizzazione che aiuti a familiarizzare velocemente
l’operatore con una macchina nuova, ma con un’interfaccia
modificata su quella di un modello precedente (l’ottimizzazione
dell’interfaccia, pertanto, è sì un processo continuo,
ma una volta intrapreso generalmente comporta solo variazioni minime,
ovviamente a condizione di non modificare la macchina). Conclusioni | |
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