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Da un approccio deterministico a uno probabilistico La mtm ha scritto l'articolo "Le norme armonizzate e la loro evoluzione negli anni: da un approccio deterministico a uno probabilistico" che è stato pubblicato sulla rivista Pulizia Industriale e Sanificazione - Mensile di manutenzione e igiene civile e industriale (luglio-agosto 2006 - anno XXXIX edita da MO.ED.CO S.r.l.) e che abbiamo il piacere di riportare integralmente. Le norme armonizzate e la loro evoluzione negli anni: da un approccio deterministico a uno probabilisticoIl Nuovo Approccio che caratterizza la Direttiva Macchine (98/37/CE) prevede che, dal punto di vista legislativo, siano fissati solo i Requisiti Essenziali di Sicurezza (i RES) e che, dal punto di vista progettuale, i fabbricanti siano liberi di scegliere le soluzioni tecniche che secondo il loro giudizio portano alla conformità ai suddetti RES; la presenza di norme armonizzate che indicano delle soluzioni tecniche in grado di garantire la presunzione di conformità ai RES traccia, pertanto, un sentiero in grado di guidare i fabbricanti nella scelta delle soluzioni che costituiscono lo stato dell’arte in essere. Le norme armonizzate
Le norme sono, pertanto, dei documenti che si prefiggono
il compito di definire le caratteristiche (per esempio, ambientali, dimensionali,
prestazionali o relative alla sicurezza) di un prodotto, processo o servizio,
secondo lo stato dell’arte in essere e, nel caso di fabbricanti
di macchine, per esempio, possono essere adottate per conformarsi a determinati
RES della Direttiva Macchine senza la necessità di inventare soluzioni
originali; le soluzioni suggerite dalle norme sono prese, inoltre, dal
legislatore come punto di riferimento e un fabbricante che volesse scegliere
soluzioni differenti dovrebbe dimostrare, nel Fascicolo Tecnico di Costruzione
della macchina (cioè il documento che attesta la conformità
della macchina a tutte le direttive applicabili alla stessa), di aver
raggiunto un livello di sicurezza almeno pari a quello raggiungibile con
l’applicazione della norma armonizzata apposita. Se negli anni c’è
stata, nella pratica, un’evoluzione dello stato dell’arte
e un’evoluzione conseguente delle norme, non è invece cambiato
lo scopo, cioè il garantire all’utilizzatore delle macchine
il maggior livello di sicurezza possibile. Il Nuovo Approccio, delegando
alle norme armonizzate il compito di stabilire lo stato dell’arte
in essere, ha, infatti permesso di non modificare di molto il panorama
legislativo incentrato sulla Direttiva Macchine, che dopo la prima stesura
(89/392/CEE) è stata aggiornata e modificata con tre Direttive
successive (91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE) fino a portare a una versione
completa e aggiornata (98/37/CE), ma senza sostanziali modifiche; la nuova
Direttiva Macchine - Direttiva 2006/42/CE del Parlamento Europeo e
del Consiglio del 17 maggio 2006 relativa alle macchine e che modifica
la direttiva 95/16/CE (rifusione) - , che entrerà in vigore
il 29 giugno 2006 (20 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea) rappresenta l’evoluzione necessaria
dopo più di quindici anni di applicazione della direttiva stessa
(pur non presentando significativi stravolgimenti concettuali). Le Categorie della UNI EN 954 - 1
Nella fattispecie, la categoria B si basa sulla scelta
di componenti che possano far fronte alle condizioni di utilizzo previste
e il verificarsi di un guasto può portare alla perdita delle funzioni
di sicurezza. La categoria 1 prevede l’utilizzo di componenti e
principi di sicurezza di provata affidabilità, ma, come nel caso
della categoria B, il verificarsi di un guasto può portare alla
perdita delle funzioni di sicurezza. La categoria 2 si basa sulla corretta
scelta di componenti e principi di sicurezza di provata affidabilità
e contemporaneamente la loro strutturazione in modo tale da prevedere
un controllo a intervalli adeguati da parte del sistema di comando della
macchina; in questo modo, la perdita delle funzioni di sicurezza può
verificarsi solo nell’intervallo compreso fra due controlli successivi.
La categoria 3 prevede, in aggiunta, che un guasto singolo non porti alla
perdita delle funzioni di sicurezza; in questo modo, tuttavia, un secondo
guasto nell’intervallo compreso fra due controlli successivi potrebbe
portare alla perdita delle funzioni di sicurezza. La categoria 4, infine,
prevede che il singolo guasto venga rilevato dal sistema prima di poter
portare alla perdita delle funzioni di sicurezza. I SIL e l’approccio probabilistico
L’attenzione è rivolta non ad avere un
sistema che non si guasti mai, ma a progettare e costruire (o assemblare)
un sistema che sia affidabile, in grado cioè di eseguire una specifica
funzione, sotto specifiche condizioni operative e ambientali a un dato
istante e/o per un prefissato intervallo di tempo; per far questo, è
necessario scegliere correttamente i componenti in modo tale da conseguire
un SIL che risulti adeguato in funzione dei rischi presenti: l’allegato
A (informativo) della CEI EN 62061 descrive un esempio di approccio qualitativo
per la stima dei rischi e l’assegnazione dei SIL applicabili alle
funzioni di controllo relative alla sicurezza. In pratica, si determina
un indice di rischio (funzione di gravità, frequenza e durata dell’esposizione,
probabilità del verificarsi di un evento pericoloso e probabilità
di evitare o limitare il danno) e, in base a esso, con una matrice di
assegnazione, si determina il SIL necessario per la corrispondente funzione
di controllo relativa alla sicurezza. Conclusioni | |
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