Marcatura CE e ergonomia
La mtm ha scritto l'articolo "Ergonomia: UNI EN
13861 - Guida per l'applicazione delle norme relative all'ergonomia nelle
progettazione del macchinario" che è stato pubblicato sulla
rivista Imbottigliamento (Marzo 2006 - n° 2 - anno XXIX) e che abbiamo
il piacere di riportare integralmente.
Ergonomia: UNI EN 13861 – Guida per l’applicazione
delle norme relative all’ergonomia nella progettazione del macchinario
Nello scorso
articolo abbiamo avuto modo di sottolineare come uno dei settori normativi
che in questi ultimi anni ha assistito a una notevole attività
è sicuramente quello relativo all’ergonomia; questo fenomeno
si è verificato in risposta a una richiesta sempre maggiore dal
punto di vista legislativo di un attenzione nei confronti dell’individuo
e del suo rapporto con il suo lavoro e per il fatto che si è riconosciuto
che tanto più gli aspetti legati all’ergonomia vengono studiati
e ottimizzati, tanto maggiormente si può lavorare in sicurezza
e in condizioni di benessere; in aiuto ai Fabbricanti di macchine sono
state redatte un numero significativo di norme armonizzate, è importante
comprendere, però, quali devono e possono essere applicate praticamente
nelle diverse circostanze.
L’ergonomia e l’attività normativa
L’ergonomia (termine che deriva dalle due parole greche ergon,
lavoro, e nomos, legge) è la disciplina scientifica che
si occupa della comprensione delle interazioni tra l’uomo e gli
altri elementi di un sistema e, al contempo, è la professione che
applica teorie, principi, dati e metodi di progettazione per ottimizzare
il benessere dell’individuo e le prestazioni complessive del sistema
stesso (questa è la definizione di ergonomia approvata dal Direttivo
dell'IEA, International Ergonomics Association, nel luglio 2000).
L’Uomo è, inequivocabilmente, il centro dell’interesse
ergonomico in quanto ogni cosa deve essere studiata e progettata in funzione
dei limiti dell’Uomo stesso e delle sue caratteristiche naturali,
delle sue capacità fisiche e psichiche e delle sue esigenze e bisogni.
Un argomento così ampio porta, necessariamente, a una grande mole
di materiale da raccogliere, analizzare e rielaborare; per questo motivo,
l’ergonomo (e tutti coloro che devono, a diverso livello, applicare
i principi ergonomici assodati) raccoglie in sé conoscenze provenienti
dai più disparati campi del sapere, fra cui fisiologia, psicologia,
medicina, antropologia e ingegneria; per la progettazione e la costruzione
delle macchine, tuttavia, è possibile fare riferimento, oltrechè
a ergonomi professionisti, al corpus normativo in continua evoluzione
su mandato della Comunità Europea.
Una norma non è nient’altro che una specifica tecnica, approvata
da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa, per
un’applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non sia obbligatoria
e che appartenga a una delle seguenti categorie:
- norma internazionale (contraddistinta dalla sigla ISO, International
Standards Organization),
- norma europea (contraddistinta dalla sigla EN, European Norm,
emessa dal CEN, Committee for European Normalization),
- norma nazionale (contraddistinta, nel caso dell’Italia, dalla
sigla UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione).
Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche
(dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione,
per esempio) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell'arte
e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia
e nel mondo.
Quattro sono le caratteristiche di una norma tecnica:
- consensualità: la norma deve essere approvata grazie
al consenso di coloro che hanno partecipato ai lavori;
- democraticità: tutte le parti economico/sociali
interessate possono (ed è il caso di aggiungere, devono) partecipare
ai lavori e, soprattutto, chiunque è messo in grado di formulare
osservazioni nell'iter che precede l'approvazione finale;
- trasparenza: le tappe fondamentali dell'iter di approvazione
di un progetto di norma sono pianificate e di pubblica conoscenza;
- volontarietà: le norme sono un riferimento che
le parti interessate si impongono spontaneamente; nella fattispecie,
in questo si distingue una norma da una legge.
In merito allo studio dell’ergonomia dal punto
di vista normativo, è necessario fare riferimento ai seguenti due
Comitati Tecnici (Technical Committee, TC):
- quello dell’ISO, ovvero l’ISO/TC 159 “Anthropometry
and biomechanics” e
- quello del CEN, ovvero il CEN/TC 122 “Ergonomics”.
Alcune delle norme principali emesse nel corso di questi
anni sono le seguenti:
- la serie EN 547, sulle misure del corpo umano,
- la serie EN 614, sui principi ergonomici di progettazione,
- la serie EN 894, sull’interfaccia uomo – macchina,
- la serie EN 1005, sulle prestazioni del corpo umano,
- la serie EN ISO 9241, sui requisiti ergonomici per il lavoro di
ufficio con videoterminali (VDT),
- la serie EN ISO 11064, sulla progettazione ergonomica di centri
di controllo.
Il problema che sorge è, come facile immaginare,
riuscire ad applicare correttamente le norme relative all’ergonomia
nella progettazione di un macchinario.
I passaggi per conseguire una progettazione ergonomica
del macchinario
Alla base della progettazione, ovviamente, la norma armonizzata UNI EN
13861 – Guida per l’applicazione delle norme relative all’ergonomia
nella progettazione del macchinario - non può non porre le seguenti
norme:
- UNI EN ISO 12100-1 (2005) - Sicurezza del macchinario - Concetti
fondamentali, principi generali di progettazione - Parte 1: Terminologia
di base, metodologia;
- UNI EN ISO 12100-2 (2005) - Sicurezza del macchinario - Concetti
fondamentali, principi generali di progettazione - Parte 2: Principi
tecnici;
- UNI EN 1050 (1998) - Sicurezza del macchinario - Principi per la
valutazione del rischio.
Dal punto di vista ergonomico, inoltre, stanno alla
base della progettazione anche le due seguenti norme:
- UNI EN 614-1 (1997) - Sicurezza del macchinario - Principi ergonomici
di progettazione - Terminologia e principi generali;
- UNI EN 614-2 (2002) - Sicurezza del macchinario - Principi ergonomici
di progettazione - Interazioni tra la progettazione del macchinario
e i compiti lavorativi.
La UNI EN 13861 descrive poi una procedura che permette
di conseguire un’applicazione coerente delle diverse norme relative
all’ergonomia; ovvero:
- passo 1, analisi dei pericoli e stima dei rischi: è
necessario, infatti, specificare i limiti della macchina dal punto
di vista ergonomico (principalmente, i gruppi di utilizzatori, i limiti
di spazio, la durata e frequenza di utilizzo, le condizioni ambientali,
gli usi previsti e quelli ragionevolmente prevedibili) e identificare
i pericoli connessi alla macchina durante tutte le fasi di vita della
stessa, secondo quanto indicato nella UNI EN ISO 12100-1; l’Allegato
B della UNI EN 13861 presenta una checklist per l’analisi dei
limiti della macchina; si può vedere, di seguito, lo schema
utilizzabile per riportare i risultati:
-
passo 2, analisi di applicabilità delle norme presenti:
è necessario, infatti, specificare se esiste una norma di
tipo C (cioè quelle specifiche per una macchina o per una
categoria di macchine) e, se presente, controllare che tale norma
contenga la valutazione dei rischi dovuti alla non considerazione
degli aspetti legati all’ergonomia; è necessario, inoltre,
controllare se esiste qualche norma di tipo B (cioè quelle
che riguardano aspetti o dispositivi di sicurezza) utilizzabile
al posto o insieme alla relativa norma di tipo C; si ricorda, in
merito, che se presente, è la norma di tipo C che deve essere
presa come riferimento, contenendo essa anche i rimandi a eventuali
norme di tipo A (quelle che si applicano a tutte le macchine) o
di tipo B necessarie;
- passo 3, valutazione dei rischi utilizzando le norme relative
all’ergonomia applicabili: è necessario, a questo
punto, valutare i rimanenti rischi connessi con l’ergonomia,
verificare se questi rischi sono significativi (possono portare, cioè,
a situazioni pericolose nei confronti degli addetti alla macchina),
considerare le norme relative all’ergonomia (elencate e catalogate
nell’Allegato A della UNI EN 13861) in relazione ai rischi presenti
e verificare se queste norme sono state utilizzate per ottimizzare
il progetto della macchina;
- passo 4, riduzione dei rischi grazie alle diverse norme:
tutti i rischi significativi devono essere ridotti; potrebbero esserci
motivazioni per cui alcuni rischi non possano essere trattati, per
esempio, se non sono disponibili informazioni utili (norme di tipo
B o C o documentazione connessa all’ergonomia) o se le norme
si concentrano solo su alcuni aspetti specifici; in questa fase devono
anche essere presi in considerazione eventuali DPI (Dispositivi di
Protezione Individuali) da utilizzarsi congiuntamente alla macchina
per verificare che tutti i requisiti essenziali di salute e di sicurezza
(inclusi quelli relativi all’ergonomia) siano soddisfatti;
- passo 5, verifica: è necessario, infatti, verificare
che tutti i rischi significativi correlati all’ergonomia siano
stati rimossi o ridotti con l’aiuto delle norme applicabili
e che non ci siano ulteriori rischi non contemplati dalle norme o
da altre specifiche tecniche.
Al termine della procedura indicata, se rimangono dei
rischi residui connessi all’ergonomia (rischi che non possono essere
eliminati senza pregiudicare la funzionalità della macchina, cioè
lo scopo per il quale la macchina stessa è stata progettata), questi
devono essere trattati nel Manuale di Uso e Manutenzione della macchina.
Conclusioni
È necessario progettare una macchina tenendo in considerazione
gli aspetti ergonomici per conformarsi alle esigenze sottese ai Requisiti
Essenziali di Sicurezza della Direttiva Macchine e il modo più
completo ed efficace per farlo è affidarsi a un ergonomo oppure
studiando e facendo riferimento al corpus normativo relativo al campo
dell’ergonomia.
Per destreggiarsi in un orizzonte così vasto è necessaria,
in ogni caso, una guida che riesca, durante la fase e le operazioni di
progettazione, a integrare, all’occorrenza, le norme disponibili:
la norma armonizzata UNI EN 13861 – Guida per l’applicazione
delle norme relative all’ergonomia nella progettazione del macchinario
- si occupa proprio di questo; la UNI EN 13861, inoltre, risulta essere
uno strumento indispensabile per tutti coloro che, progettisti o consulenti,
hanno la necessità di organizzare e di arricchire il proprio bagaglio
di conoscenze in campo ergonomico.
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