Marcatura CE e sicuezza di prodotto
La mtm ha scritto l'articolo "L'igiene delle macchine"
che è stato pubblicato sulla rivista Imbottigliamento (aprile
2005 - n° 3 - anno XXVIII) e che abbiamo il piacere di riportare
integralmente.
L'igiene delle macchine
Dopo aver pubblicato una serie di articoli volti
alla comprensione della Direttiva macchine (dir. 98/37/CE), si vuole
ora analizzare una norma armonizzata specifica nel campo della costruzione
di macchine per l'industria alimentare e vedere quali sono gli aspetti
da tenere in considerazione per la progettazione o la verifica di alcune
macchine.
La Direttiva Macchine (D.P.R.459/96) ha lo scopo fondamentale
di fare della sicurezza l'aspetto fondamentale nella progettazione e
realizzazione delle macchine; tuttavia, non si deve dimenticare che
se i principi di sicurezza vengono integrati fin dalla fase di progettazione
è possibile non pregiudicare la produttività della macchina
stessa.
I progettisti, per raggiungere questo obiettivo, hanno la possibilità
di avvalersi dell'attività degli Enti normatori.
La Direttiva macchine, infatti, non dice come devono essere fatte, ma
dice quali sono i Requisiti Essenziali di Sicurezza cui la macchina
deve essere conforme; le norme armonizzate (tra cui quelle relative
alle macchine per l'industria alimentare), invece, definiscono come
la macchinà debba essere progettata e costruita in modo da essere
sicura per l'operatore è per il "prodotto condizionato/trattato".
Nel campo dell'industria alimentare, in questi ultimi anni, si è
assistito alla produzione di norme armonizzate specifiche di tipo C
da parte del CEN (European Committee for Standardizartion). Oramai sappiamo
molto bene che garantire la conformità a una norma armonizzata
di tipo C conferisce presunzione di conformità del'intera macchina
cui la norma C si rifesce alla Direttiva macchine, tanto che non è
più necessario analizzare altri pericoli. Alcune delle norme
armonizzate riguardanti le macchine per l'industria alimentare sono
le seguenti:
-
UNI EN :1678 (del 2000): Macchine per l'industria
alimentare - Macchine tagliaverdure - Requisiti di sicuezza e di
igiene;
-
UNI EN 1974 (del 1999): Macchine per l'industria
alimentare - Macchine affettatrici - Requisiti di sicurezza e di
igiene;
-
UNI EN 1672.;2 (del 199B): Macchine per l'industria
alimentare - Concetti di base - Requisiti di igiene.
Quest'ultima, in particolare, risulta molto importante
in quanto permette di apprendere i requisiti di igiene che devono essere
sempre verificati da parte di chi progetta le macchine e di chi opera
in industrie del settore alimentare.
La norma UNI EN 1672-2
Nello Scopo e campo di applicazione della UNI EN 1672-2 si sottolinea
che la norma stessa specifica i requisiti di igiene comuni alle
macchine utilizzate per la preparazione e il trattamento degli alimenti
destinati al consumo umano e, laddove opportuno, al consumo animale
per escludere o ridurre al minimo il rischio d'infezione, malattia,
contagio o danno dovuto a tali alimenti.
La UNI EN 1672-2, pertanto, si prefigge di identificare i pericoli
tipici dell'uso di macchine per il trattamento degli alimenti, di descrivere
i metodi di progettazione e di fornire istruzioni per l'uso finalizzate
all'eliminazione o alla riduzione di tali rischi.
Come per le altre norme armonizzate, l'applicazione della UNI EN 1672-2
non compora l'automatica conformità della macchina a tutte le
direttive europee di riferimento, ma costituisce un tassello importante
per il processo complessivo che porta alla marcatura CE; per questo
motivo anche la UNI EN 1672-2 fa riferimento ad altre norme armonizzate,
come le seguenti:
-
EN 292-2 (del 1991): Sicurezza del macchinario
- Concetti fondamentali, principi generali di progettazione - Specifiche
e principi tecnici;
-
ISO 468: Rugosità. delle superfici -
Parametri, loro valori e regole per la descrizione delle caratteristiche;
-
prEN 1672-1 (del 1994): Macchine per l'industria
alimentare - Concetti di base - Requisiti di sicurezza.
Quest'ultima, come si può notare, è
la prima parte della norma in esame, ma risulta ancora essere un progetto
(come si evince dalla sigla prEN) e, quindi, non è ancora una
norma armonizzata.
Definizioni
Nel terzo paragrafo della UNI EN 1672-2 vengono presentate le definizioni
che permettono di comprendere in maniera univoca i concetti della norma
in esame: è necessario, infatti, chiarire qualunque dubbio ed
evitare fraintendimenti pericolosi.
Viene definito, per esempio, cosa si intende per alimento (qualsiasi
prodotto, sostanza o ingrediente destinato alla somministrazione per
via orale), per igiene alimentare (insieme delle misure adottate
durante la preparazione e la trasformazione dei prodotti alimentari
al fine di assicurare l'idoneità al consumo umano o animale),
per alterazione (effetto che riduce significativamente l'idoneità
al consumo di un alimento; un alimento può essere alterato in
particolare da microrganismi patogeni o da altri microrganismi indesiderati,
tossine, animali nocivi, animali domestici e altri agenti contaminanti)
e per disinfezione (inattivazione di tutti gli agenti patogeni e
riduzione degli altri microrganismi ad un livello conforme all'impiego
dell'impianto in modo igienicamente corretto).
La UNI EN 1672-2 definisce, inoltre, una distinzione fondamentale fra
le zone dell'impianto alimentare che si sta progettando o, comunque,
analizzando, definendo le seguenti zone:
-
zona alimentare: è composta da
superfici a contatto con gli alimenti; essa comprende anche le superfici
con le quali il prodotto può venire a contatto nelle normali
condizioni d'impiego per poi ritotnare nel prodotto;
-
zona spruzzi: zona composta da superfici
sulle quali il prodotto alimentare potrebbe schizzare o ricadere
nelle normali condizioni d'impiego senza ritornare nel prodotto;
-
zona non alimentare: tutte le zone diverse
da quelle specificate sopra.

Fig. 1 - Individuazione delle zone
I pericoli e i RES
La norma armonizzata UNI EN 1672- 2 è una norma di tipo C e prende
in considerazione i requisiti di igiene per le macchine per l'industria
alimentare in generale, garantendo al progettista di considerare tutti
i pericoli relativi alla sicurezza e all'igiene della stessa.
Nel caso in cui dovesse esistere, per una specifica tipologia di macchina
una norma armonizzata specifica di tipo C riferita a una specifica macchina,
allora il progettista deve prendere in considerazione anche tale norma
che comunque non esclude l'applicazione della più generica UNI
EN 1672-2.
In particolare la UNI EN 1672-2, in merito ai pericoli riguardanti l'igiene
di una macchina destinata all'industria alimentare, considera:
-
cause microbiche quali presenza di patogeni,
contaminazione microbica o presenza di tossine;
-
cause chimiche ivi comprese quelle dovute
agli agenti per la detergenza, disinfezione e alle sostanze lubrificanti;
-
corpi estranei derivanti da materie prime,
macchine o altre fonti.
Per quanto concerne i requisiti e/o misure di igiene
della macchina o impianto, la UNI EN 1672-2 distingue, in primo luogo,
i requisiti che devono avere i materiali di costruzione e, poi, quelli
per la/progettazione delle parti della macchina.
I requisiti generali necessari per i materiali di costruzione prevedono
che la scelta degli stessi ricada su materiali che risultino adatti
all'uso previsto (e anche quello ragionevolmente prevedibile, aggiungiamo
noi). Inoltre, le superfici dei materiali e i rivestimenti devono
essere resistenti, pulibili e, se necessario, disinfettabili, senza
rotture, resistenti alla cricca tura, scheggiatura, sfaldamento e abrasione
nonché impedire la penetrazione di sostanze indesiderate in normali
condizioni d'uso.
Per la zona alimentare, inoltre, i materiali scelti devono essere resistenti
alla corrosione, non tossici e non assorbenti (a eccezione dei casi
in cui risulti tecnicamente o funzionalmente inevitabile); inoltre,
tali materiali non devono né trasferire odori, colori o sapori
indesiderabili agli alimenti trattati né contribuire alla contaminazione
degli alimenti stessi.)
Per quanto concerne la progettazione di macchine per l'industria alimentare
che rispettino i principi fondamentali di igiene, la UNI EN 1672-2 distingue
le zone dell'impianto.
Nella zona alimentare, per esempio, le superfici devono essere pulibili
e, se necessario, disinfettabili. A questo scopo esse devono
essere lisce, continue o sigillate. Inoltre, la progettazione
e la finitura delle superfici deve essere tale da impedire, per quanto
possibile, che il prodotto possa fuoriuscire accidentalmente dalla zona
alimentare e farvi ritorno nel caso in cui tale ritorno risulti pericoloso
per gli alimenti trattati. Sempre nella zona alimentare, i
giunti devono essere sigillati e igienici; dovrebbero essere evitate
rientranze, incrinature, fessure, bordi sporgenti, cavità e spazi
morti; inoltre, gli angoli interni e gli spigoli devono essere costruiti
in modo tale da poter essere puliti efficacemente e, se necessario,
disinfettabili. In una zona alimentare, per quanto possibile, dovrebbero
essere evitati spazi morti e l'utilizzo di elementi di fissaggio quali,
per esempio, viti, bulloni o rivetti.

Fig. 2 - Esempio di requisiti di progettazione
Nella definizione dei requisiti di igiene dei dispositivi
di comando, la UNI EN 1672-2 introduce un concetto molto importante,
la contaminazione incrociata.
Questa espressione nel nostro caso prende in considerazione la possibilità
che l'operatore che governa la macchina debba anche manipolare l'alimento.
Questo aspetto, che potrebbe sembrare di minore importanza, comporta,
invece, le conseguenze rilevanti a livello di progettazione.
Nel caso dei pannelli di comando, infatti, se l'operatore deve toccare
con le mani sia l'alimento sia i pannelli stessi è necessario
che anche i pannelli siano considerati come zona alimentare; ovviamente
la contaminazione incrociata non può avvenire se l'operatore
non deve toccare l'alimento con le mani. Tale concetto si estende a
tutte le altre componenti della macchina o dell'impianto, comportando
requisiti più restrittivi per le zone che rischiano di causare
fenomeni di contaminazione incrociata.
Tornando ai requisiti di progettazione delle zone, nel caso di una zona
spruzzi è possibile utilizzare criteri tecnici di progettazione
meno rigorosi (a condizione che non si abbia alcuna possibile alterazione
degli alimenti): per esempio, gli angoli interni e gli spigoli possono
avere un raggio minore rispetto a quello previsto per la zona alimentare,
a condizione che siano sempre pulibili e, se necessario, disinfettabili.
Le istruzioni per l'uso
La UNI EN 1672-2 si sofferma anche sul manuale di istruzioni e sulla
marcatura.
In merito al primo (che, come abbiamo avuto modo di vedere nei numeri
scorsi, è parte integrante della macchina) si sottolineano i
contenuti ulteriori (oltre a quelli riportati al punto 5 della norma
armonizzata EN 292-2 del 1991 e dal punto 1.7.4 dell'allegato I della
Direttiva macchine) specifici per garantire l'igiene di macchine:
-
informazioni relative alla messa in funzione:
in particolare è necessario indicare le spazio necessario
per l'uso e la manutenzione della macchina e le condizioni ambientali
ammesse o richieste;
-
informazioni relative alla pulizia: in particolare
devono essere indicate le istruzioni (per esempio, gli agenti raccomandati,
le frequenze di intervento, la metodologia da adottare) per effettuare
e per verificare la pulizia e la disinfezione della macchina (tenendo
in considerazione gli usi previsti e quelli ragionevolmente prevedibili);
-
informazioni relative alla manutenzione: occorre
approntare un piano contenente le misure necessarie per assicurare
che venga mantenuto il livello di igiene richiesto per un determinato
impianto alimentare durante un periodo di tempo definito.
Conclusioni
La norma UNI EN 1672-2, pertanto, permette ai progettisti di realizzare
macchine destinate all'industria alimentare che rispettino i principi
fondamentali di sicurezza e igiene e, al contempo, offre agli utilizzatori
delle stesse un punto di riferimento sicuro per effettuare analisi di
conformità di macchine già in servizio.
Le appendici della norma, inoltre, sono molto ricche di informazioni
e disegni esplicativi che possono aiutare il progettista suggerendogli
le modalità per garantire l'igiene della macchina e l'utilizzatore
consentendogli di confrontare una situazione esistente con lo stato
dell'arte in merito ai requisiti di igiene; tutto deve concorrere a
garantire che le macchine nuove o in servizio possano svolgere il loro
compito in modo ottimale, senza che ne risentano gli aspetti della sicurezza
e, soprattutto, dell'igiene.
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