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Vendor Rating Ambientale

La mtm ha partecipato alla stesura dell'articolo "Eco Vendor Rating: nuova sfida" che è stato pubblicato sulla rivista Rassegna dell'imballaggio (ottobre 2003 - n° 15 - anno 23°) e che abbiamo il piacere di riportare integralmente.

Eco Vendor Rating: nuova sfida

Superati brillantemente i problemi connessi ai Sistemi Qualità, la Filiera Imballaggio deve oggi fare i conti con l’Eco – Efficienza.
Il Vendor Rating Ambientale è un valido strumento per mettere a fuoco la situazione della propria azienda e coinvolgere i fornitori nella gestione di importanti cambiamenti. Aiuta inoltre a non correre inutili rischi.

Da quasi un decennio la 94/62 CE, normativa europea su imballaggi e rifiuti da imballaggio, impone alle aziende di limitare l’impatto ambientale delle confezioni dei prodotti che mettono in commercio.
Il legislatore si è preoccupato soprattutto di pretendere:la riduzione alla fonte di peso e volume degli imballaggi, il loro riutilizzo, la valorizzazione dei loro rifiuti e la minimizzazione della loro tossicità.
Il passo successivo non può che essere un approccio multicriterio, che consideri l'impatto ambientale dell’imballaggio lungo tutto il suo ciclo di vita.

Tale ciclo è composto da cinque periodi fondamentali:

  1. la pre-produzione in cui si scelgono le materie prime;
  2. la produzione, con i relativi consumi energetici ed emissioni;
  3. la distribuzione, con gli oneri ambientali generati dal trasporto;
  4. il consumo;
  5. il post-consumo che comporta a sua volta dispendio energetico, emissioni, smaltimento o riuso/riciclo.

Questa suddivisione vale tanto per l’azienda utilizzatrice, quanto per i suoi fornitori d’ imballaggi, ed uno dei processi chiave per l’efficienza di un impresa è proprio la continua valutazione e validazione delle performance dei suoi fornitori.

Valutare il fornitore

In passato, la selezione di nuovi fornitori e la conferma di quelli in essere erano basate sul confronto di più offerte (in genere mai meno di tre), e sull’accettazione del prezzo più basso.
Oggi la stima di potenzialità e prestazioni si avvale di strumenti molto più complessi, che vagliano in modo approfondito numerosi aspetti.
Questo processo è talmente rilevante da indurre alla costituzione di veri e propri gruppi multifunzionali, coordinati dalla Direzione Acquisti.
Il fine di tale attività è ridurre al minimo il rischio di ogni acquisto e massimizzarne i benefici.
Ogni fornitore è così valutato secondo quattro tassativi macroindicatori
(prezzo/ costo totale di quanto fornisce;qualità delle forniture e filosofia qualitativa dell’azienda;capacità di consegna/ di programmazione della produzione ed altri aspetti logistici;capacità di fornire un servizio), nonché in base ad una serie di indicatori di dettaglio,che portano l’utilizzatore ad approfondire la conoscenza del suo attuale o probabile comaker.

Tra gli indicatori di dettaglio non può certo mancare: il pieno rispetto della normativa ambientale.
Infatti, il danno d’immagine che ricaverebbe un’azienda dalla pubblicità negativa che colpisce i trasgressori a tale ordinamento è rilevante, e nessun cliente vorrebbe mai esservi coinvolto.
Ma l’attuale tendenza va ben oltre questo palese aspetto legale.

Il Consumatore chiede eco- efficienza

Oggi i consumatori chiedono alle aziende di essere non solo qualitativamente all’altezza delle loro aspettative ma anche “Eco - Efficienti”.

Il traguardo è raggiungibile riducendo l’impatto ambientale delle tecnologie utilizzate, e ricorrendo a materie prime/imballaggi che, pur mantenendo immutate e talvolta potenziando le proprie prestazioni, dimostrino una maggiore eco-compatibilità.
L’azienda che imbocca questa strada deve stabilire precisi obiettivi ambientali, e misurare costantemente i risultati raggiunti individuando degli indicatori ad hoc che, nei casi più semplici, si limiteranno a rilievi fisico quantitativi, ed in quelli più complessi considereranno anche gli aspetti economico finanziari.
Nasce quindi la necessità di affiancare al tradizionale vendor rating, un vero e proprio “Vendor Rating Ambientale”.

Il vendor rating ambientale

La metodologia qui illustrata, messa a punto ed applicata dalla mtm presso i propri clienti, mira non solo ad assegnare ad ogni fornitore un punteggio che ne descriva la performance ecologiche, ma permette di raggruppare i fornitori in categorie caratterizzate da elementi comuni e soprattutto di supportare ogni classe con specifici interventi di miglioramento.
Per ottenere questo risultato, la classificazione iniziale è operata su due macroindicatori primari: impatto ambientale, e strategicità del fornitore per l’azienda.

Ciascuno di essi è a sua volta composto da indicatori di dettaglio, e spetta al gruppo multifunzionale scegliere quali applicare, in funzione della loro importanza e coerenza con la realtà aziendale e con il parco fornitori in essere (o potenziale se ci si trova in fase di selezione /validazione).

Gli indicatori di dettaglio maggiormente utilizzati per la classificazione del fornitore in base all'impatto ambientale sono:

  • Rispetto della normativa ambientale;
  • Certificazione ISO 14001:1996 o EMAS o sistema interno che garantisca una corretta gestione ambientale;
  • Processo produttivo utilizzato;
  • Tecnologia adottata;
  • Tipo di materie prime ed ausiliarie utilizzate;
  • Quantità di materie prime ed ausiliarie utilizzate;
  • Stato di aggiornamento della tecnologia utilizzata;
  • Precauzioni adottate al fine di prevenire possibili impatti negativi sull’ambiente;
  • Adesione a programmi di riutilizzo o riciclaggio degli scarti industriali;
  • Programmi di risparmio energetico o salvaguardia delle risorse naturali;
  • Produzione di materiali considerati environmentally friendly;
  • Soluzioni logistiche ambientalmente innovative (per esempio: impiego nel processo industriale di contenitori ed elementi accessori riutilizzabili).

Nella tabella 1 sono, invece, illustrati gli indicatori di dettaglio per la classificazione del fornitore in base alla sua importanza strategica. L'azienda che applica il modello può decidere di considerarli tutti, di sceglierne alcuni e/o di integrarli con altri ritenuti confacenti.

TABELLA UNO - indicatori di dettaglio per la classificazione del fornitore in base alla sua Importanza Strategica

Importanza del materiale di confezionamento fornito
  • Materiale standard o personalizzato
  • Imballaggio primario, secondario o terziario
  • Volumi annuali
  • Impatto della confezione sulla qualità percepita dal consumatore
  • Impatto funzionale del materiale fornito sulle caratteristiche del prodotto confezionato (per esempio: incremento di shelf life, effetto barriera, protezione meccanica o climatica)
  • Complessità del materiale fornito
  • Complessità della tecnologia necessaria per produrre il materiale fornito
  • Complessità della tecnologia necessaria ad utilizzare il materiale fornito (linea di confezionamento dell’utilizzatore)
  • Costanza nel tempo del prodotto fornito, in termini di specifiche di progetto
Complessità della relazione economica tra fornitore ed utilizzatore
  • Numero di item forniti e relativo fatturato
  • Fatturato totale del fornitore
  • Peso dei volumi d’acquisto dell’azienda sul fatturato del fornitore
  • Grado di integrazione fornitore/azienda
Complessità del mercato
  • Numero di fornitori sostitutivi presenti nel data-base aziendale
  • Facilità di reperimento fornitori sostitutivi
Complessità della relazione tecnico commerciale tra fornitore ed utilizzatore
  • Grado di partecipazione e di coinvolgimento nei processi aziendali del fornitore e/o dell’utilizzatore
  • Codesign
  • Partnership
  • Compartecipazione per l’acquisto di impianti

Costruire la matrice

Utilizzando delle scale di valutazione oggettive mutuate da analoghe procedure adottate nei Sistemi Qualità, ad ogni fornitore sono assegnati due punteggi: uno relativo per l’Impatto Ambientale, ed uno per l’ Importanza Strategica per l’impresa.
Il passo successivo consiste nella rappresentazione grafica di una matrice (figura 1) in cui i fornitori, in funzione dei punteggi ottenuti, si collocano nei diversi quadranti.

FIGURA UNO


È quindi il momento di definire quali interventi/azioni correttive adottare nei confronti dei fornitori inseriti nei singoli comparti.
La tabella due offre alcuni suggerimenti in proposito.

TABELLA DUE – proposte di interventi/ azioni correttive in funzione del posizionamento del fornitore

QUADRANTE
INTERVENTI/AZIONI CORRETTIVE
Quadrante 1. (alto IA – alta IS)
  • Invio Politica Ambientale e comunicazioni ambientali
  • Visita e audit ambientale presso il fornitoreIndividuazione di azioni di miglioramento
  • Attività diretta di supporto dell’azienda nei confronti del fornitore (consulenza e assistenza)
Quadrante 2. (basso IA – bassa IS)
  • Invio Politica Ambientale e comunicazioni ambientali
Quadrante 3. (alto IS – bassa IA)
  • Invio Politica Ambientale e comunicazioni ambientali
  • Invio questionario di verifica del rispetto degli adempimenti legislativi
Quadrante 4. (basso IS – alta IA)
  • Invio Politica Ambientale e comunicazioni ambientali
  • Visita e audit ambientale presso il fornitore (per il solo primo anno)
  • Invio questionario di verifica del rispetto degli adempimenti legislativi (per gli anni successivi)
  • Valutazione, caso per caso, dell’opportunità di individuare azioni di miglioramento

Con cadenza regolare, ed almeno annuale, è opportuno aggiornare la matrice includendovi i cambiamenti intercorsi.
Tale attività permette all’ azienda di rivedere le proprie politiche in funzione delle reali situazioni dei fornitori.

Applicazione ad un caso reale

Il modello di Vendor Rating descritto è qui applicato ad una realtà industriale operante nel settore lattiero caseario.

È d’obbligo sottolineare che la valutazione ambientale, qui presentata, riguarda esclusivamente la situazione del fornitore al momento dello studio e non l’imballaggio fornito. Il punteggio assegnato ai singoli non deve quindi essere interpretato come migliore o peggiore performance ambientale della tipologia di contenitore.

Su questo tema specifico sono stati effettuati, applicando la metodologia LCA (Life Cycle Assessment), numerosi studi volti a capire quale tipo di materiali per imballaggi primari, destinati a diversi settori merceologici, sia più sostenibile dal punto di vista ambientale. I risultati di tali ricerche sono sempre (almeno parzialmente) influenzati dalle specifiche condizioni applicate al modello utilizzato. Pertanto, date le condizioni al contorno del modello utilizzato, le conclusioni tendono più ad evidenziare quali siano le variabili che maggiormente influenzano l'impatto ambientale delle diverse applicazioni/tecnologie, che a dimostrare quale sia la tecnologia/prodotto/processo migliore.

S'illustra di seguito l'applicazione del modello Vendor Rating Ambientale a una azienda operante nel settore lattiero caseario, circoscrivendo l'esempio ai soli fornitori d'imballaggi primari, e considerando quindi: due fornitori di confezioni in poliaccoppiato, due fornitori di imballaggi in plastica e due fornitori di contenitori di vetro.
Per non dare adito a fraintendimenti i fornitori sono di seguito genericamente identificati con un numero progressivo ( da 1 a 6 ) assegnato a prescindere dalla tipologia di imballaggio fornito.

Si è stabilito di limitare l’esempio ai soli fornitori d’ imballaggi primari, considerando due fornitori di confezioni in poliaccoppiato, due fornitori di imballaggi di plastica e due fornitori di contenitori di vetro.

Per la classificazione d’ Impatto Ambientale si sono vagliati i seguenti indicatori:

  • rispetto della normativa ambientale;
  • processo produttivo utilizzato;
  • tecnologia adottata;
  • adesione a programmi di riutilizzo o riciclaggio degli scarti industriali;
  • esistenza di un Sistema di Gestione Ambientale.

La valutazione è stata condotta chiedendo al personale dell’azienda di soppesare ciascun fornitore in funzione dei primi quattro indicatori sopra descritti e raccogliendo le informazioni relative all'indicatore "Esistenza di un Sistema di Gestione Ambientale".

Una sintesi dei risultati è riportata nella tabella tre.

TABELLA 3– valutazione dell’Impatto Ambientale dei fornitori considerati

Fornitore
Impatto Ambientale
Esistenza di un Sistema di Gestione Ambientale
Fornitore 1
5
Certificazione ISO 14001
Fornitore 2
3
In via di certificazione
Fornitore 3
4
Certificazione ISO 14001
Fornitore 4
4
In via di certificazione
Fornitore 5
3
In via di certificazione
Fornitore 6
5
In via di certificazione

Per classificare i fornitori in base all’Importanza Strategica si sono considerati i seguenti parametri:

  • impatto funzionale del materiale fornito sulle caratteristiche del prodotto confezionato (per esempio: incremento di shelf life, effetto barriera, protezione meccanica o climatica);
  • impatto della confezione sulla qualità percepita dal consumatore;
  • costanza nel tempo del prodotto fornito, in termini di specifiche di progetto;
  • numero di fornitori sostitutivi presenti nel data-base aziendale;
  • facilità di reperimento fornitori sostitutivi;
  • grado di partecipazione e di coinvolgimento nei processi aziendali del fornitore e/o dell’utilizzatore.

A ciascun indicatore è stato assegnato un peso (scala utilizzata da 1 a 7), ed ogni fornitore è stato valutato in relazione a ciascun indicatore (scala utilizzata da 1 a 5). Si sono ottenuti i seguenti punteggi: Fornitore 1: 96; Fornitore 2: 98; Fornitore 3: 99; Fornitore 4: 92; Fornitore 5: 105 e Fornitore 6: 84.

L’elaborazione dei dati ha permesso di costruire la seguente matrice (figura 2) che mostra il posizionamento relativo dei fornitori considerati.

FIGURA DUE

L'analisi della matrice induce a formulare le seguenti considerazioni:

  1. L’azienda dovrà prioritariamente monitorare i fornitori “quattro” e “sei” in quanto entrambi ad alto Impatto Ambientale e non ancora dotati di un Sistema di Gestione Ambientale, anche se il processo per l’ottenimento della certificazione è stato avviato.
  2. Le azioni da intraprendere sono:
  • richiedere ai fornitori “quattro” e “sei” lo stato di avanzamento del progetto per l’ottenimento della certificazione ambientale;
  • eseguire audit ambientali presso tutti i fornitori considerati, al fine di dettagliare maggiormente la Valutazione dell’Impatto Ambientale.
Ciò permetterà di valutare in dettaglio ciascuno dei quattro indicatori di Impatto Ambientale già individuati. I risultati di questa analisi potranno sostituire quelli ottenuti con la prima valutazione sintetica effettuata. L’audit potrebbe anche evidenziare la necessità di focalizzare l’attenzione su nuovi indicatori più specifici e di maggiore interesse per l’azienda.

Dal punto di vista "Strategico", l’azienda ha di fatto scarsi margini di manovra, essendo vincolata dalle caratteristiche di forte concentrazione dell’offerta del settore imballaggi primari per il comparto lattiero caseario, e dai vincoli spesso imposti dalle macchine confezionatrici. Spesso il fornitore dell’imballaggio primario è anche fornitore dell’impianto di confezionamento e ciò riduce il grado di flessibilità dell’imbottigliatore nella scelta di un nuovo fornitore. Tale vincolo è però ampiamente compensato dall’instaurasi di rapporti di partnership che possono rivelarsi determinati per il successo di entrambe.

I vantaggi del sistema

Il sistema può apparire complesso e senz’altro richiede tempo e risorse dedicate, ma l’azienda che voglia mantenersi al passo con i tempi e soddisfare a pieno le richieste dei suoi clienti deve fare uno sforzo e diventare Eco - Efficiente.
Sono facilitati gli utilizzatori ed i produttori di imballaggi che già dispongono di una precisa politica ambientale ed hanno istituzionalizzato da tempo un vendor rating generale.
Inoltre, una volta attivato il sistema, il managment deve essere disposto ad intraprendere azioni anche di non poco rilievo nei confronti di fornitori che manifestino performance ambientali discutibili.
Nei casi peggiori si potrebbe dover intervenire, con pesanti richieste di adeguamento o addirittura con il blocco delle commesse, su fornitori consolidati e da sempre strategici, compromettendo con ciò alcuni obiettivi a breve termine.
Ma tali azioni aiutano a prevenire problemi futuri, riducendo il rischio aziendale.
Un adeguato Vendor Rating Ambientale consente inoltre di pianificare interventi mirati su gruppi omogenei di fornitori, aiuta a gestire con loro alcuni cambiamenti e a conformare coerentemente le proprie strategie.


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