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Sostenibilità ambientale - I RAEE e la loro gestione

La mtm ha scritto l'articolo "I RAEE e i decreti attuativi " che è stato pubblicato sulla rivista Pulizia Industriale e Sanificazione (Luglio/Agosto 2007 - anno XL edita da MO.ED.CO. S.r.l.) e che abbiamo il piacere di riportare integralmente.

I RAEE e i decreti attuativi

La Direttiva 2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 Gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) affronta un problema che coinvolge gran parte delle attrezzature di uso domestico ed industriale. Per apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) infatti si intendono tutte le apparecchiature che dipendono da correnti elettriche o campi elettromagnetici. Il campo di applicazione di questa direttiva risulta quindi essere estremamente vasto.

Direttiva 2002/96/CE e D.Lgs. n. 151/2005
La direttiva si concentra sulle modalità di trattamento e smaltimento dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche; lo scopo principale è quello di creare un apposito sistema di raccolta e trattamento di questa particolare tipologia di rifiuti, differenziato dal percorso dedicato ai rifiuti municipali solidi misti.
La necessità di un particolare trattamento da dedicare a questa tipologia di rifiuti deriva dalla loro composizione. Le apparecchiature elettriche ed elettroniche contengono diverse tipologie di materiali e componenti; esse contengono infatti materiali pericolosi per l’ambiente e per l’uomo, che quindi necessitano di specifiche procedure di smaltimento e stoccaggio. Inoltre gli AEE contengono una grande quantità di materiale riciclabile e di componenti reimpiegabili. Risulta quindi necessario in un ottica di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico e di materia prima la creazione di appositi circuiti di raccolta e trattamento dei RAEE, considerando anche l’elevata quantità prodotta di questo tipo di rifiuti. L’Italia produce infatti circa 800 mila tonnellate di RAEE l’anno, pari a una media di 14 kg per ogni abitante. L’obiettivo da raggiungere a livello europeo è di 4 kg di raccolta differenziata per persona entro il 31 dicembre 2008.

Dal momento della pubblicazione della Direttiva 2002/96/CE, recepita in Italia dal decreto legislativo 151/2005 (G. U. del 29/07/2005) che regolamenta la riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché lo smaltimento dei rifiuti, numerose sono state le proroghe che hanno subito i Decreti Attuativi, i quali devono mettere in pratica le indicazioni date dalla Direttiva stessa. Questa situazione è in parte originata dal fatto che la Direttiva 2002/96/CE coinvolge tutti i produttori ed i consumatori di AEE. I produttori infatti sono tenuti a finanziare la raccolta, il trattamento, il recupero e lo smaltimento ecologicamente corretto dei RAEE derivanti dalle attrezzature da loro stessi fabbricate. I produttori sono quindi portati a progettare i nuovi AEE in modo da facilitarne il successivo disassemblaggio dei componenti, utilizzando una sempre maggiore quantità di materiale riciclabile e di componenti reimpiegabili, diminuendo così i costi per il trattamento del rifiuto generato. Il produttore è infine tenuto ad informare il consumatore sulle corrette modalità di restituzione dell’AEE una volta diventato un rifiuto e sui costi aggiuntivi dell’AEE, dovuti all’implementazione del sistema di raccolta e smaltimento.

Nel corso dell’anno 2007 sembra però essere arrivata la svolta per la concreta applicazione della Direttiva RAEE.
Il via ai nuovi obblighi, in principio datato tra il 1 luglio e il 13 agosto 2006, è slittato prima al 31 dicembre e, infine, alla data del 30 giugno 2007. Nel frattempo, il 25 ottobre 2006, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha presentato i primi tre decreti di attuazione RAEE, necessari per dare attuazione al sistema tracciato dal decreto legislativo 151 del 2005.

Il primo dei tre decreti di attuazione va ad istituire e a regolare il funzionamento del Registro dei produttori (ai sensi degli articoli 13, comma 8, e 15, comma 4, del Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151). Viene così istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE. Al registro sono tenuti ad iscriversi tutti i produttori di AEE per poter continuare ad immettere sul mercato i loro prodotti. Il Registro è predisposto, gestito ed aggiornato dal Comitato di Vigilanza e Controllo, che si avvale del supporto delle Camere di Commercio per la trasmissione delle informazioni raccolte. L’iscrizione al Registro infatti deve essere effettuata dal Produttore stesso presso la Camera di Commercio per via telematica, attraverso il portale messo a disposizione dall’Unione Nazionale delle Camere di Commercio Italiane.
Al momento dell’iscrizione, il Produttore dovrà indicare il numero e il peso effettivo delle apparecchiature immesse sul mercato nell’anno solare precedente, suddivise per categoria (le categorie di riferimento si trovano nell’allegato 1A e 1B del Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151). Ogni anno successivo all’iscrizione il Produttore dovrà comunicare l’aggiornamento relativo al numero e il peso effettivo delle apparecchiature immesse sul mercato ed il numero e il peso effettivo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolte attraverso tutti i canali, reimpiegate, riciclate e recuperate nell’anno solare precedente.
Le diverse tipologie di RAEE saranno poi gestite secondo le seguente classificazione:

  • RAEE domestici storici;
  • RAEE professionali storici;
  • RAEE domestici nuovi;
  • RAEE professionali nuovi;
  • RAEE illuminazione.

Per facilitare la creazione dei sistemi di raccolta e smaltimento possono essere costituiti dei Sistemi Collettivi che raccolgono l’adesione di diversi Produttori e si impegnano a comunicare i dati degli stessi Produttori al Comitato di Vigilanza e Controllo.
Infine il decreto attuativo va a definire compiti, modalità di finanziamento ed organizzazione del Centro di Coordinamento per l’ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi e del Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE.
Il secondo decreto attuativo istituisce il Comitato di Vigilanza e di Controllo sulla gestione dei RAEE (ai sensi dell’articolo 15, comma 1 del Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151), definendone composizione e durata, organizzazione interna, compiti e modalità di finanziamento.
L’ultimo dei decreti attuativi illustra gli obblighi dei distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche (articolo 6, comma 1 del Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151). I distributori sono infatti tenuti al momento delle fornitura di una nuova AEE destinata ad un nucleo domestico ad assicurare il ritiro gratuito della apparecchiatura che viene sostituita. I distributori si occuperanno quindi del ritiro dei RAEE, della loro messa in riserva e del successivo trasporto presso i centri di raccolta autorizzati. Una parte fondamentale del processo che porta verso il corretto trattamento dei rifiuti RAEE deve essere quindi compiuto dai distributori, informando e sensibilizzando il consumatore finale a considerare le apparecchiature elettriche ed elettroniche in disuso come dei rifiuti speciali da riconsegnare al distributore stesso per un adeguato trattamento di fine vita. Infatti gli AEE domestici dovranno essere volontariamente riconsegnati presso i distributori al momento in cui non vengono più utilizzati, a differenza degli AEE industriali; in questo caso infatti sarà direttamente il produttore ad effettuare il recupero presso il consumatore delle apparecchiature da lui stesso fornite.

In seguito, il 31 maggio 2007 la Conferenza Stato-Regioni ha dato il suo parere positivo in merito al Decreto ministeriale che istituisce il Registro dei produttori. L’istituzione di tale registro è un passaggio fondamentale verso la completa applicazione delle nuove disposizioni in materia di rifiuti elettrici ed elettronici. Ad esso infatti, come già detto, devono iscriversi i produttori di AEE per poter continuare ad immettere sul mercato i loro prodotti.

Conclusioni
Vengono inoltre istituiti il "Centro di coordinamento" per l'ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi e il "Comitato di indirizzo", con finalità di controllo sul sistema, istituito presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

I nuovi decreti ministeriali forniscono quindi i necessari chiarimenti sui procedimenti d’obbligo e costituiscono il punto di partenza italiano per l’adempimento degli obblighi comunitari. Mancano però ancora altri decreti che devono completare le disposizioni del decreto legislativo 151/05, fra le quali quelle sulle garanzie finanziarie che i produttori devono prestare allo Stato, le regole sulla vendita a distanza, l’integrazione dell’Albo Gestori con una sottocategoria per i recuperatori dei RAEE.
Con la presentazione dei tre decreti attuativi è stato così compiuto il primo passo di un percorso che porta ad una più efficiente progettazione e ad un utilizzo maggiormente consapevole delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.


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